Nello SLAC 3400 scienziati riscrivono le leggi della fisica

 

NELLO STANFORD LINEAR ACCELERATOR 3400 SCIENZIATI  DI TUTTO IL MONDO RISCRIVONO LE LEGGI DELLA FISICA

In occasione dei 50 anni dall’inaugurazione dello Stanford Linear Accelerator, i giornalisti di Gizmodo sono andati a fare un giro all’interno dell’edificio più lungo (e più dritto) del mondo

Sotto le colline di Menlo Park c’è un laboratorio  dove gli scienziati cercano di riscrivere le leggi della fisica. Nei pressi delle strutture dell’Università di Stanford, a dieci metri di profondità, c’è lo Stanford Linear Accelerator, un acceleratore lineare di particelle inaugurato nel 

1962. In occasione del 50esimo compleanno, i giornalisti di Gizmodo hanno fatto un giro all’interno di quello che viene considerato l’edificio più “dritto” del mondo e ne hanno tirato fuori un report interessante. Lo SLAC National Acceleration Laboratory è composto da due elementi fondamentali. La struttura nella quale le particelle vengono sparate ad una velocità molto vicina a quella della luce è sottoterra, mentre il “motore” del sistema si trova in superficie. Con i suoi 3,2 km di lunghezza, l’acceleratore è l’edificio più lungo del pianeta. Al suo interno lavorano circa3.400 scienziati provenienti da tutto il mondo, che da oltre 50 anni contribuiscono allo sviluppo delle teorie più innovative nel campo della fisica.

L’acceleratore di Stanford permette di far viaggiare le particelle a grande velocità rendendo possibile la rottura degli atomi e lo studio delle particelle elementari. Tra le scoperte rese possibili grazie allo SLAC ci sono il quark charm, che è valso un Premio Nobel per la fisica nel 1976, ed il tau lepton, un’altra particella premiata con un altro Nobel nel 1995. Le attività dello SLAC non si limitano all’infinitamente piccolo. Attualmente è in corso un progetto che prevede la costruzione del Synoptic Survey Telescope, una sorta di enorme apparecchio fotografico digitale che sarà posizionato sulla cima di una montagna cilena nel 2014 e che permetterà di scattare fotografie alla risoluzione di 3,2 gigapixel.

Interrogato a proposito delle misure di sicurezza messe in atto all’interno della struttura, l’addetto stampa dello SLAC ha spiegato che nessun accorgimento particolare viene utilizzato per proteggere i dati elaborati dall’acceleratore. Anzi, una delle caratteristiche del laboratorio di Stanford è sempre stata quella di condividere i dati per favorire la ricerca. Per questo nel 1991 lo SLAC si è dotato prima di ogni altro negli Stati Uniti di un sito internet, grazie al consiglio di Tim Berners-Lee che lavorava al CERN di Ginevra.

fonte:Liquida Magazine