Il suicidio é la causa di morte più frequente nei pazienti bipolari

 

IL SUICIDIO E’ LA CAUSA DI MORTE PIU’ FREQUENTE NEI PAZIENTI BIPOLARI

 

Il  90% dei suicidi e’ associato alla presenza di un disturbo mentale e il rischio di un gesto estremo e’ massimo tra le persone con disturbo bipolare. L’oscillazione tra mania e depressione, che si stima colpisca un milione di persone solo in Italia, comporta un tasso di suicidio 21 volte piu’ elevato rispetto alla popolazione generale. Il suicidio e’, infatti, la principale causa di morte nei pazienti con disturbo bipolare e si stima che 1 paziente su 5 muoia a causa di tale gesto estremo. Inoltre, una diagnosi non corretta e una terapia errata aumentano di circa 4 volte il rischio suicidio. E’ l’allarme lanciato dagli esperti nel ciclo di incontri ”Appropriatezza terapeutica e rischio clinico in  psichiatria”, promosso da AstraZeneca in tutta Italia in occasione della decima Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. ”Insonnia prolungata, forte agitazione interiore e cambi repentini di umore: sono i tre campanelli d’allarme che, in un’ottica di prevenibilita’, possono indicare un reale rischio di suicidio nei pazienti bipolari”, dichiara Maurizio Pompili, responsabile del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’Ospedale S. Andrea di Roma. ”Non va dimenticato che il 70% di questi pazienti riceve una prima diagnosi non corretta – frequentemente accade, infatti, che il paziente sia diagnosticato con depressione maggiore – e una terapia inappropriata puo’ aumentare il rischio suicidiario di ben 4 volte. E’ dunque fondamentale prescrivere i farmaci piu’ corretti in particolare, alcuni trattamenti a rilascio prolungato”. La terapia del disturbo bipolare non puo’ prescindere da quello che gli esperti hanno ribattezzato ”Fattore P”, come Personalizzazione: nel disturbo bipolare, infatti, le variabili individuali hanno un grande peso e ogni paziente risponde ai farmaci in modo differente. ”Se provassimo a riassumere con una formula il concetto di appropriatezza terapeutica nel disturbo bipolare – spiega Massimo Di Giannantonio, professore ordinario di psichiatria Universita’ G. D’Annunzio di Chieti – dovremmo considerare una riduzione dei tempi della diagnosi, un incremento della personalizzazione dell’intervento terapeutico e aggiungere, infine, il coinvolgimento di parenti e amici, figure fondamentali per supportare il paziente nella quotidianita’ ed evitare l’interruzione della terapia. Nel disturbo bipolare farmaci mirati permettono di abbattere il rischio clinico di suicidio e di comportamento violento. Infine, la giusta terapia puo’ migliorare la qualita’ della vita di circa il 70%”.
fonte :sanitanews