Il commercio illegale di Natura minaccia la sicurezza nazionale

 

WWF: il commercio illegale di Natura minaccia la sicurezza nazionale

Il giro di affari del commercio illegale di wildlife è stimato in almeno 19 mld dollari/anno denunciano il WWF ed il TRAFFIC nel dossier presentato oggi all’ONU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Report in inglese: http://awsassets.panda.org/downloads/wwffightingillicitwildlifetrafficking_lr.pdf

Foto: https://photos.panda.org/gpn/external?albumId=4342

Video http://gvn.panda.org/pages/search.php?search=%21collection2077&k=63b6964538

Secondo la criminalità organizzata è una attività ad alto profitto e basso rischio: il commercio illegale di fauna selvatica ha infatti un valore di almeno 19 miliardi di dollari l’anno ed è al quarto posto nel commercio illegale a livello mondiale dopo gli stupefacenti, la contraffazione, il traffico di esseri umani denuncia il nuovo rapporto “FIGHTING ILLICIT WILDLIFE TRAFFICKING a consultation with governments – combattere il traffico illegale di fauna selvatica – una consultazione con i Governi” del WWF e TRAFFIC (la rete di monitoraggio del commercio della fauna selvatica, creata congiuntamente da IUCN e WWF).

Oltre a minacciare molte specie in via di estinzione, il commercio illegale di specie selvatiche rafforza le reti criminali, mina la sicurezza nazionale, impoverisce le comunità locali e comporta 

rischi crescenti per la salute globale, secondo il rapporto che presentato oggi da WWF e TRAFFIC in una conferenza degli ambasciatori delle Nazioni Unite a New York.

“I crimini contro la Natura sono aumentati in modo allarmante negli ultimi dieci anni, e sono sempre più condotti da organizzazioni criminali a livello mondiale. Abbiamo bisogno di una risposta quindi che sia globale ” afferma Jim Leape, Direttore Generale di WWF Internazionale.

“Sono spesso le comunità più povere del mondo a essere danneggiate da questo commercio illegale, mentre le bande criminali e i funzionari corrotti traggono profitto. I ranger dei parchi più a rischio ci stanno rimettendo la vita e quelle famiglie che dipendono dalle risorse naturali stanno perdendo i loro mezzi di sussistenza ” ha detto Leape.

Gran parte del commercio di prodotti illegale di specie selvatiche è oramai gestito da reti criminali sofisticate con un respiro internazionale. I profitti derivanti dal traffico della fauna selvatica sono utilizzati per l’acquisto di armi, per finanziare i conflitti civili e il terrorismo e attività connesse dice il rapporto.

Il coinvolgimento della criminalità organizzata e dei gruppi ribelli nei crimini contro la fauna selvatica è in aumento, secondo quanto rilevato nelle interviste con i Governi e le organizzazioni internazionali condotte dal gruppo di consulenza globale Dalberg per conto del WWF (Dalberg Global Development Advisors è un gruppo di consulenza che lavora per aumentare il tenore di vita
nei paesi in via di sviluppo e affrontare le questioni globali come il cambiamento climatico).

Gli intervistati concordano sul fatto che l’assenza di credibilità delle forze dell’ordine, una poco efficace azione penale e poche sanzioni e altri deterrenti al traffico di fauna selvatica riducono i rischi percepiti dai gruppi criminali, così come la domanda dei consumatori è facilitata dalla maggiore accessibilità via internet dei prodotti illegali di fauna selvatica.

“La domanda di prodotti naturali illegali è in aumento di pari passo con la crescita economica in quei paesi consumatori emergenti, e con denaro facile e profitti sempre più alti per le organizzazioni criminali”, ha detto Massimiliano Rocco responsabile Specie, TRAFFIC & Foreste WWF Italia.

Il Rapporto ha sottolineato che il commercio illegale di specie selvatiche è quasi sempre visto da parte dei Governi esclusivamente come un problema ambientale e non è trattato come un crimine transnazionale e una questione di giustizia.

“Ci auguriamo che i diversi Governi maggiormente interessati aprano gli occhi e si rendano conto che devono affrontare il commercio illegale di Natura come una questione urgente”, ha detto Rocco “Non è solo una questione di tutela dell’ambiente, ma anche della stessa sicurezza nazionale, in particolare per quei paesi già provati da profonde lacerazioni sociali ed economiche . E ‘ora di porre fine a questa grave minaccia allo stato di diritto. I proventi dei traffici illegali sempre più spesso finiscono per arricchire la criminalità organizzata e favoriscono instabilità sociali e politiche. Lo sfruttamento incontrollato di queste risorse toglie opportunità di riscatto economico a chi vive in quei contesti e di quelle risorse, priva gli stessi paesi ricchi di natura dei loro beni primari, ponendo limiti a che tali Paesi possano fare sviluppare le loro economie su un uso più razionale e sostenibile delle proprie ricchezze che invece continuano ad essere depredate senza limiti”.

I funzionari di Governo dicono che un approccio sistematico è necessaria per combattere il traffico illecito di fauna selvatica e servono maggiori risorse, cooperazione interministeriale, uso di moderne tecniche investigative per individuare e perseguire i criminali.

Infine i Governi e le organizzazioni non governative hanno un ruolo importante, come si vede nel recente rapporto WWF “Wildlife crime Scorecard – Valutazione e applicazione degli impegni CITES per tigri, rinoceronti e elefanti” che analizza le performance di 23 tra i più importanti paesi considerati di transito o consumatori diretti di parti e prodotti di queste specie e evidenzia quali siano i Paesi non riescono a mantenere i propri impegni nella lotta al crimine.

Il WWF Italia è direttamente impegnato nel contrasto al commercio illegale, dai traffici di animali da compagnia alle peli di rettile o lane pregiate, anche con un particolare sostegno al Cuore verde dell’Africa, il bacino del Congo, dove la deforestazione unita ad un incremento della caccia e al commercio illegale sta portando all’estinzione non solo di specie simbolo come i gorilla e gli elefanti di foresta ma di molte altri animali meno conosciuti ma fondamentali per la sopravvivenza della foresta e delle sue comunità ( per dettagli https://wwf.it/greenafrica )

“E’ un vero circolo vizioso: in questi paesi i ricchi proventi derivati dall’uccisione e dal commercio illegale di animali e delle loro parti nutrono un mercato diffuso e pericolosissimo di armi. E così i fucili, i kalashnikov, entrano capillarmente nella foresta rinforzando quel massacro di animali grandi e piccoli di cui si nutrono i signori delle armi – ha detto Isabella Pratesi, Direttore Conservazione Internazionale del WWF Italia.

Per sostenere i progetti del WWF a favore di elefanti, tigri, rinoceronti, gorilla vittime del bracconaggio e del commercio illegale vai alla pagina http://www.wwf.it/adozioni/

Il WWF ha deciso di contrastare il bracconaggio e al commercio illegale lanciando la campagna globale “Kill the trade that kills”, una campagna che vede l’attivazione di tutti i 156 uffici nazionali del WWF per smuovere l’interesse di tutti quelli che non vogliono che queste specie si estinguano per creare una rete di azioni, di sostegno e di richieste che fermi per sempre questo bracconaggio selvaggio che interrompa lo sterminio di tigri, elefanti e rinoceronti in nome di un commercio illegale e crudele.

ALCUNI NUMERI tratti dal rapporto

10 miliardi di dollari l’annoè il valore del commercio illegale di fauna selvatica escludendo la pesca e il legname

60.000 dollari al chiloè il prezzo raggiunto dal corno di rinoceronte

2.500 sono i nuovi rangerassunti in Cameroon per proteggere la fauna

Avorio proveniente da 2.500 elefantiè stato confiscato nel solo 2011

100 milioni di tonnellate di pesce, 1.5 milioni di uccelli vivi e 440.000 tonnellate di piantemedicinali sono commercializzate illegalmente ogni anno

176 sono gli Stati che fanno parte del TRAFFIC Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora la rete di monitoraggio del commercio della fauna selvatica, creata congiuntamente da IUCN e WWF.

WWF ITALIA