Un museo del crimine ambientale nel Bioparco di Roma.

 

SPECIE PROTETTE: PRESENTAZIONE DEL MUSEO PERMANENTE DEL CRIMINE AMBIENTALE PRESSO IL BIOPARCO DI ROMA

 

 

Il Museo, unico nel suo genere in Europa, avrà l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione

 

Roma- Gennaio 2013– Sorgerà al Bioparco di Roma il primo Museo Permanente del Crimine Ambientale realizzato grazie alla collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, lo hanno annunciato oggi il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, ed il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone . Il Museo, unico nel suo genere in Europa, avrà l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e 

flora in via d’estinzione. Durante l’incontro sono stati esposti moltissimi reperti: avorio grezzo e lavorato, monili, souvenir, conchiglie, carapaci di tartarughe, pelli, coralli e farmaci della medicina tradizionale cinese, realizzati con parti di animali protetti e tutelati dalla Convenzione Internazionale di Washington (CITES), che regola il commercio delle specie protette. Questa preziosa esposizione farà parte del primo Museo Permanente del Crimine Ambientale.  I reperti esposti derivano dalle numerose operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio Cites del Corpo forestale dello Stato, sia sul territorio nazionale che internazionale e costituiscono un’ indiscutibile testimonianza delle storie, dei moventi e delle modalità relative ai crimini perpetrati contro la conservazione della fauna selvatica, in varie parti del mondo. Si stima che attualmente siano conservati dal Corpo forestale dello Stato, oltre 71mila reperti.  L’Italia rappresenta, infatti, uno dei più importanti mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali, il cui giro di affari, a livello internazionale, è stimato nell’ordine di 260 miliardi di euro l’anno. Il contrasto ai traffici illegali di specie selvatiche e il controllo di legalità delle filiere produttive e dei commerci che impiegano tali specie, sono gli obiettivi principali che il Corpo forestale dello Stato, si pone quale Autorità preposta al controllo del commercio in attuazione della CITES e dei regolamenti europei di attuazione.Nel 2011 sono stati effettuati 59.665 accertamenti, di cui 58.091 verifiche in ambito doganale e 1.574 controlli sul territorio nazionale. Sono stati inoltre posti sotto sequestro ben 1.233 animali vivi, tra cui si annoverano grandi felini, scimmie, pappagalli, rapaci rari, pitoni, testuggini e coralli. Obiettivo dell’esposizione dei reperti è quello di diffondere un messaggio che abbia un forte impatto emotivo sui visitatori. L’allestimento sarà curato da professionisti, artigiani, tecnici specializzati ed esperti qualificati del settore del cinema e dello spettacolo. I sistemi di videoproiezione, luci e audio saranno configurati mediante impianti e componenti professionali a tecnologia avanzata con una gestione computerizzata dei programmi. Il museo sarà aperto alle scolaresche che potranno usufruire di uno specifico percorso didattico interamente dedicato agli animali in via d’ estinzione e alla tematica del commercio illegale di fauna e flora, mentre, un’altra sezione del Museo sarà dedicata anche ai reati in danno agli animali e al bracconaggio. Prevista anche una emeroteca e una videoteca, che raccoglieranno contributi specialistici. Lo spazio museale sarà aperto ad incontri e dibattiti legati alla legalità ambientale. Oltre alla collaborazione per la gestione del Museo, il Corpo forestale dello Stato, istituirà prossimamente un presidio fisso all’interno del Bioparco, dove verrà trasferito anche il posto fisso a cavallo di Villa Borghese. “Purtroppo ancora oggi, in varie parti del mondo, l’attività di contrasto al fenomeno della distruzione delle specie in via d’estinzione, a scopo commerciale, miete vittime fra quegli uomini coraggiosi preposti alla tutela dell’ambiente. Il progetto di un Museo del Crimine Ambientale costituisce un’occasione unica – ha dichiarato Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato–  che offrirà ai cittadini tutte le informazioni necessarie per comprendere l’importanza della conservazione e della tutela della biodiversità planetaria e nazionale. Grazie alla preziosa e competente collaborazione del presidente del Bioparco, questa iniziativa, troverà una concreta realizzazione”. I danni provocati all’ambiente e alla Biodiversità dalle organizzazioni criminali sono di dimensioni incredibilisottolinea il presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa per questo l’educazione del pubblico e, in particolare delle giovani generazioni, è fondamentale. La mostra sarà uno strumento di sensibilizzazione molto importante in questa direzione”. Dopo la droga e le armi, il commercio illegale di fauna e flora è il secondo mercato clandestino al mondo per fatturato e numero di persone coinvolte, con un giro di denaro dell’ordine di miliardi di dollari. È stato calcolato che a causa dell’uomo ogni anno 100 specie di animali si estinguono: milioni di esemplari vivi vengono continuamente prelevati dall’ambiente naturale per essere destinati al mercato degli animali da compagnia o a quello delle piante ornamentali, oltre all’enorme commercio di pellame, pellicce, legno e manufatti lavorati. Per far fronte a ciò, la comunità internazionale ha istituito la Convenzione di Washington, conosciuta come CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) che regolamenta il commercio di migliaia di specie viventi, favorendo un uso sostenibile delle risorse naturali. La CITES, che fa parte delle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) rappresenta, ad oggi, la più importante convenzione per la tutela delle specie viventi, nonostante pochi ne conoscano l’esistenza. L’inconsapevolezza, l’ignoranza e la connivenza favoriscono il commercio illegale, condotto da immense organizzazioni criminali, ma anche i turisti diventano, spesso, complici inconsapevoli del traffico di animali e piante: la tentazione di tornare da un viaggio con un souvenir in carne e ossa strappato al suo ambiente naturale, o “salvato” dalle mani di qualche commerciante nei poveri mercati locali, è molto forte. Nella maggior parte dei casi non si ha la minima percezione di contravvenire alle norme vigenti, che prevedono anche sanzioni penali.