L’elettronica del futuro può disporre di ” cristalli viventi”.

 

Notevole passo avanti per l’elettronica del futuro

 

 Ottenuti per la prima volta “cristalli viventi”, che si assemblano come stormi di uccelli grazie a particelle attive, dotate di un micromotore che si accende con la luce. Il risultato, annunciato sulla rivista Science, si deve a un gruppo coordinato da Jeremie Palacci, dell’universita’ di New York, al quale ha partecipato anche il fisico italiano Stefano Sacanna. Il metodo e’ molto interessante per la progettazione di materiali per l’elettronica che si auto -assemblano o auto-riparano con la luce, sottolinea Sacanna, che e’ nato a Rimini e che lavora da anni all’universita’ di New York. Nell’esperimento i ricercatori hanno usato i colloidi, ossia sostanze composte da particelle sospese in un mezzo fluido, in questo caso acqua ossigenata e sali. Le particelle disperse 

nell’acqua ossigenata hanno una sorta di motore che si accende con la luce ed e’ alimentato dall’acqua ossigenata. Se le particelle presenti nella soluzione sono poche, spiega Sacanna, ”hanno dei movimenti casuali, ma se ne aggiungiamo di piu’, ossia se le concentriamo, iniziano a scontrarsi e ad ammassarsi in un’organizzazione simile a quella degli stormi degli uccelli, che si muovono come se fossero un unico organismo”. La luce innesca anche una leggera attrazione chimica, che porta i grappoli di particelle a cristallizzare e a crescere fino a quando le particelle, ‘sterzando’ in direzioni diverse, non sciolgono i cristalli. Grazie a questi meccanismi i cristalli ’viventi’ si formano continuamente, girano vorticosi e si disgregano.