Un’ora di luce solare equivale all’energia prodotta nel mondo in un anno!

 

ENERGIA e SOCIETA’: TANTE LE NOVITA’.

“L’energia prodotta dal sole è così tanta che un’ora di luce contiene più energia di quella che in tutto il mondo si produce in un anno”. Questo è uno dei tanti spunti di riflessione emersi durante il convegno “Energia, Ambiente, Scienza e Società”, promosso dalla Fondazione Internazionale per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT) e dal Lions Club di Trieste. L’incontro si è svolto presso l’ICTP (Centro di Fisica Teorica “Abdus Salam”) e ha offerto, ai circa 300 allievi delle scuole superiori del territorio triestino, interventi di grande rilevanza grazie alla presenza 

in sala di docenti universitari, ricercatori, ingegneri e giornalisti scientifici. Durante il saluto delle autorità e la presentazione dei lavori, l’avvocato Giampaolo Gei ha evidenziato come l’evento abbia dato la possibilità ai cittadini di rapportarsi con alcune delle più prestigiose Istituzioni Scientifiche della Regione e quindi di poter affrontare insieme a loro temi importanti per il futuro e il benessere della società. Successivamente, il direttore della SISSA, Guido Martinelli, ha proseguito sostenendo l’importanza di riunire i saperi della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, del Sincrotrone, dell’ICTP e dell’Università di Trieste per sviluppare adeguate tecnologie portando alla luce progetti rilevanti. L’introduzione alle tematiche oggetto del convegno è stata curata dal giornalista scientifico Fabio Pagan, che ha attirato l’attenzione del pubblico spiegando come attualmente l’80% dell’energia utilizzata e prodotta sulla Terra derivi dai combustibili fossili. Una strada non percorribile a lungo, a causa dell’impossibilità di rinnovamento della fonte e del fabbisogno di carbon fossile, destinato a crescere almeno fino all’anno 2050, momento in cui la crescita demografica sul nostro Pianeta si stabilizzerà intorno ai 10 miliardi di abitanti. “Negli ultimi 140 anni abbiamo consumato un milione di miliardi di barili di petrolio, e secondo alcune stime questo sarebbe ancora disponibile forse per 200 anni o anche meno”. Così Maurizio Prato, studioso di nanotecnologie presso l’Università di Trieste, ha introdotto l’argomento dell’energia e relativo approvvigionamento. “Al momento sulla Terra siamo in 7 miliardi e annualmente consumiamo circa 11 TW*; nel 2050, secondo stime ONU, saremo in 10 miliardi e il dispendio di energia salirà a 28 TW e una delle soluzioni – ha concluso Prato -per far fronte a questa situazione sarebbe quella di impiegare fonti alternative come sole e acqua e di investire nella scienza e ricerca di base”. Il professore ha illustrato come, ricoprendo lo 0,16% della superficie terrestre di pannelli solari, si potrebbe accumulare energia pari a 20 TW, cifra che rappresenta quasi la totalità di quella che sarà necessaria nel 2050 per soddisfare la richiesta di una popolazione enormemente accresciuta. Proprio i pannelli solari, secondo Prato, sono un’alternativa tecnologica, facile e in continua evoluzione. Si passa, infatti, dai modelli attuali in silicio, a quelli di Graetzel, progettati basandosi sul pigmento verde delle foglie, la clorofilla, che cattura la luce solare e la trasforma in energia. Questa scoperta può essere applicata ai vetri delle finestre o alle superfici a specchio, permettendo così alla casa o ai palazzi di autoprodurre in maniera eco-compatibile energia elettricaIl professor Mauro Tetriach, invece, docente di biologia presso l’Università degli Studi di Trieste, ha sottolineato i delicati equilibri dell’ambiente in cui viviamo, messi a dura prova dall’uomo che erode gli ecosistemi, sfrutta in maniera eccessiva gli stock di popolazione di interesse economico (es. pesci) e, con l’utilizzo di combustibili fossili, crea una quantità di inquinamento non trascurabile. “Il problemaattuale è rappresentato dallo sviluppo: è egoistico impedire ai Paesi emergenti di non procedere in questa direzione, sarebbe però auspicabile che i processi produttivi fossero volti a un minore inquinamento, lasciando inalterata qualità e quantità di merci”. Anche secondo Tetriach è necessario investire sulla ricerca di base e su obiettivi coraggiosi, chiari e di lunga gittata. I problemi legati ai rifiuti e agli ossidi di azoto possono essere in parte risolti se si prendono come esempio i provvedimenti messi in atto dall’Unione Europea, che ha introdotto una tassa sul carbone sporco di zolfo, la metanizzazzione del riscaldamento domestico e il miglioramento tecnologico. La sensibilizzazione della popolazione – ha concluso lo studioso – sarebbe un passo avanti verso la partecipazione attiva e motivata al cambiamento. 

*1 TeraWatt = 1012 Watt

 Vanessa Da Ros