Poste Italiane,ecco come vanno e cosa devono fare.

Corte dei conti – Sezione controllo Enti  .

Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di POSTE ITALIANE S.p.A. per l’esercizio 2011.

 

La Corte, nella analisi condotta della gestione di Poste italiane S.p.A. e del suo Gruppo ha evidenziato la complessità di una realtà societaria nella quale confluiscono molteplici attività e funzioni che si sono nel tempo aggiunte alla mission istituzionale, che è quella di provvedere al servizio postale su tutto il territorio nazionale. Tra queste spiccano i servizi finanziari ed i servizi assicurativi che bilanciano positivamente da anni i risultati non favorevoli del servizio universale. Tali caratteristiche si confermano anche per il 2011 con i ricavi da

 servizi postali (comprensivi dei compensi per il servizio universale) che continuano a scendere, diminuendo da 4,5 miliardi del 2010 a 4,2 miliardi nel 2011 per la Capogruppo e dai 5,05 miliardi del 2010 ai 4,8 miliardi del 2011 per il Gruppo nel suo complesso.
L’andamento tendenzialmente negativo del servizio postale è da porre in relazione ad una serie di cause, da tempo oggetto di analisi e valutazione, che ricomprendono, principalmente, la crescente preferenza rivolta dalla clientela alla comunicazione elettronica, l’inasprimento della concorrenza conseguente alla liberalizzazione del mercato postale nazionale, l’abolizione delle tariffe agevolate per il settore dell’editoria, la riduzione dell’area riservata a Poste italiane.
La valutazione dell’andamento complessivo del settore postale induce la Corte a rappresentare l’esigenza che si perseveri nell’azione tendente a compensare la diminuzione – in parte fisiologica – dei ricavi e dei volumi di posta con una più marcata flessione dei costi, o con l’incremento della produttività delle nuove forme di commercio elettronico, e che siano da attentamente valutare le criticità che emergono presso gli uffici postali (lentezza delle operazioni, problemi di adeguatezza per la funzione recapito per circa il 23% delle strutture territoriali e per circa il 15% per le giacenze della corrispondenza).
Nel settore dei servizi finanziari, la Corte ha preso atto della costituzione nel 2011 del “Patrimonio BancoPosta” destinato esclusivamente all’esercizio dell’attività del BancoPosta in attuazione del disposto della legge 26 febbraio 2011, n. 10, che ha stabilito che Poste italiane S.p.A.– ai fini dell’applicazione degli istituti di vigilanza prudenziale di Banca d’Italia e a garanzia delle obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività di BancoPosta – provvedesse a tale adempimento entro il 30 giugno 2011. Scelta legislativa che – come già notato dalla Corte – senza privare Poste italiane S.p.A. dell’apporto necessario della sua produttiva “promanazione” finanziario-bancaria, viene incontro ad esigenze di tutela della clientela e della collettività.
La Corte ha anche rilevato che nel 2011 è entrata a far parte dell’area Servizi Finanziari la Banca del Mezzogiorno/MedioCredito Centrale S.p.A. che – operativa a tutti gli effetti dal 1° gennaio 2012 – nell’anno in esame ha svolto un’attività limitata al settore di business dedicato alla gestione dei fondi pubblici, nel quale ha registrato un incremento dell’operatività connessa alla gestione del Fondo di garanzia per le PMI (Piccole Medie Imprese) ai sensi della Legge n. 662 del 1996.
Nell’esame dei risultati gestionali di Poste italiane S.p.A. per il 2011, la Corte ha evidenziato, anzitutto, il conseguimento, per la decima volta consecutiva, di un utile di esercizio, (di € 698,5 mln) che, sebbene in flessione del 4,2% rispetto al precedente esercizio, rappresenta un esito apprezzabile, tenuto conto dei riflessi sul bilancio di una serie di eventi sfavorevoli (tra i quali, l’andamento dei mercati finanziari, le difficoltà della finanza pubblica, le diminuite capacità di risparmio delle famiglie, l’appesantimento del carico fiscale).
I Ricavi totali, (9,7 miliardi), evidenziano una flessione del 2,6%, riferibile alla contrazione dei proventi rivenienti dai Servizi postali (-5,9%), mentre quelli dei Servizi Finanziari si incrementano rispetto all’anno precedente del 3,6%. Nel settore dei Servizi Postali rileva la riduzione delle Integrazioni tariffarie all’Editoria, passate da € 125 mln del 2010 a € 23 mln nel 2011 (-81,6%).
I Costi diminuiscono complessivamente del 2,5%, con significativa flessione del 4,0% degli oneri riferibili ai Servizi Postali e correlata diminuzione del Costo del lavoro relativo ai medesimi Servizi (-4,2%).
Il Patrimonio netto di Poste italiane S.p.A., alla chiusura dell’esercizio 2011 è di 2.001,8 mln, con una diminuzione di € 1.611,4 mln (-44,6%) sul precedente esercizio (€ 3.613,2 mln), determinata prevalentemente dalla diminuzione per 1.856,7 milioni della voce “Variazioni delle riserve di fair value” che riflette gli effetti provocati sul patrimonio di Poste italiane S.p.A. e di BancoPosta dal minor valore dei titoli in portafoglio, connesso alla volatilità dei mercati.
Il costo del personale 2011 di Poste italiane S.p.A. è risultato di € 5,8 miliardi, pari al 96,3% del totale del costo del lavoro dell’intero Gruppo (€ 6,05 miliardi), composto da 21 Società e da 5 attività consortili. Tale onere è risultato in diminuzione del 2,3% rispetto all’esercizio precedente (€ 5,97 miliardi) ed è stato sostenuto per 144.434 unità mediamente impiegate nel corso del 2011 (erano state 148.231 nel 2010).
Il Gruppo Poste italiane, ha evidenziato la Corte, ha chiuso l’esercizio 2011 con un utile di € 846,4 mln, inferiore di € 171,5 mln rispetto al 2010.
I risultati del bilancio consolidato per l’esercizio 2011 confermano l’andamento negativo delle maggiori controllate del Gruppo determinato della riduzione del fatturato.

Corte dei conti