Perchè sono importanti i farmaci biotecnologici

 

A Bari protagonista il farmaco biotecnologico

Assobiotec – Associazione nazionale per lo sviluppo delle Biotecnologie – in sintonia con la sua missione di sostenere e promuovere lo sviluppo delle biotecnologie in tutte le aree di possibile applicazione –  ha promosso lo scorso 22 maggio a Bari un incontro sul “farmaco biotecnologico nel Mezzogiorno”. L’iniziativa, organizzata con il patrocinio delle Regioni Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia, e di Confindustria Puglia, ha voluto valorizzare il ruolo che i farmaci biotecnologici svolgono, e svolgeranno sempre di più, nel trattamento di numerose patologie anche gravi. I farmaci biotecnologici differiscono dai prodotti farmaceutici tradizionali perché prodotti da cellule viventi modificate geneticamente, sistemi molto più complessi rispetto al tradizionale sistema di molecole che reagiscono chimicamente in condizioni controllate.

Proprio in considerazione di queste peculiarità, l’incontro è stato organizzato a Bari in quanto sede del Distretto di Alta Tecnologia H-BIO Puglia, che ha l’obiettivo di sviluppare la competitività dell’intero Mezzogiorno in ambiti scientifici altamente qualificati come le scienze della vita; in questo caso il riferimento è proprio alla 

produzione dei farmaci biotecnologici, che rappresentano uno degli ambiti tematici del cosiddetto ‘cluster tecnologico nazionale’ finalizzato alla ricerca e alla competitività.
Presentata dal giornalista Nicola Pepe e dal presidente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, la “1° Conferenza del farmaco biotecnologico nel Mezzogiorno” si è posta l’obiettivo di favorire per la prima volta un confronto tra queste regioni sul tema del valore scientifico ed economico delle biotecnologie.
Il vicepresidente di Assobiotec, Riccardo Palmisano, introducendo i lavori, ha sottolineato come “il farmaco biotecnologico rappresenti una delle frontiere più alte della ricerca farmaceutica, destinato a mutare profondamente l’approccio alle terapie di patologie gravi, quasi sempre senza una cura efficace, spesso rare. Naturalmente anche i prodotti biotecnologici arrivano alla scadenza del brevetto con possibili conseguenti risparmi per il sistema; ma il settore dei biosimilari, proprio in virtù delle sue peculiarità, necessita di regole diverse rispetto a quello dei farmaci equivalenti o generici”. “L’opportunità di razionalizzare la spesa farmaceutica – ha sottolineato Palmisano –  deve quindi essere colta, ma operando all’interno di un contesto di regole condivise, certe e omogenee che garantiscano innanzitutto la salute e la sicurezza dei pazienti”.