Il risultato di una indagine sui giovani

PROGETTO SCUOLA ORIENTA LAZIO: PRESENTATI I PRIMI RISULTATI

Si tiene a Roma, presso la sede dell’Isfol (Corso d’Italia 33 – Sala Auditorium), il convegno “Progetto SOL – Viaggio intorno alla professione orientatore”. Obiettivo della giornata è fare il punto, a sei mesi dall’avvio, sul progetto SOL (Scuola Orienta Lazio), promosso dalla Regione Lazio con la diretta collaborazione dell’Isfol.

Apre i lavori il Presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi. Seguono gli interventi di: Paola Bottaro, Direttore Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio della Regione Lazio; Salvatore Pirrone, Direttore Generale per le Politiche attive e passive del Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Speranzina Ferraro, Coordinatrice per l’Orientamento del Ministero Istruzione Università e Ricerca; Maddalena Novelli, dell’Ufficio scolastico regionale; Michele Petrucci, Presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche . La conclusione della mattinata è affidata ad Anna Grimaldi, ricercatrice Isfol, che nella sua veste di direttore scientifico di SOL farà il punto sullo stato dell’arte del progetto.

SOL è un programma sperimentale di orientamento rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di 

primo grado, che intende aiutare i giovani a sviluppare tutta quella serie di capacità utili ad operare scelte consapevoli. L’intervento, della durata di un anno, ha coinvolto 25 scuole, 50 docenti (due per ogni Istituto) e più di 1.000 studenti e in questo momento ha concluso la prima fase, quella dedicata alla formazione degli insegnanti. Oltre alla Regione Lazio e all’Isfol, partecipano alla realizzazione di SOL anche l’Ufficio scolastico regionale (USR) e l’Agenzia regionale sviluppo della pubblica amministrazione (ASAP).

Durante il convegno verranno presentati i primi dati emersi dal questionario somministrato al campione di studenti. L’intervista puntava ad acquisire informazioni riguardanti alcune capacità relative all’autovalutazione ma anche al rapporto con la scuola, il lavoro, la famiglia, gli amici e le scelte future. I primi risultati acquisiti fanno emergere come tra i ragazzi prevalga l’ inclinazione a scegliere mettendo in primo piano aspirazioni e interessi personali, a scapito dell’analisi del contesto e dell’ambiente all’interno del quale dovranno maturare le decisioni. In particolare, le risposte che hanno avuto i punteggi più alti sono quelle che indicano come fattori determinanti per le scelte “ciò che mi piace fare” (4,11 su una scala da 1 a 5) e “la realizzazione dei miei sogni”  (3,92 su una scala da 1 a 5). Soprattutto è indicativo il risultato relativo agli interessi professionali. I dati a questo riguardo parlano di una preferenza diffusa per l’ambito dell’arte, letteratura e spettacolo (15,9%) seguito da quello sportivo (13,5%) a confermare la centralità delle predilezioni personali piuttosto che l’analisi della domanda proveniente dal mercato del lavoro.

Molti degli intervistati si aspettano dal proprio futuro lavorativo di “raggiungere una condizione di stabilità e sicurezza” (3,99 su una scala da 1 a 5), confermando come il periodo di crisi abbia influenzato anche i più giovani. Infine, riguardo il tema della richiesta di orientamento, una larga fetta del campione avverte l’esigenza di orientamento nella scuola e la maggior parte dei soggetti (84,4%) vorrebbe che le attività di orientamento si realizzassero già dai primi due anni della scuola secondaria di primo grado.

Al termine della seconda parte del progetto, che prevede un modulo di 20 ore, gli insegnanti realizzeranno un percorso di orientamento con i ragazzi e verrà nuovamente somministrato il questionario. I risultati definitivi della sperimentazione confluiranno in un volume di ricerca la cui presentazione avrà luogo a dicembre.

fonte: ISFOL