GREENPEACE CONTRO GAZPROM

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GREENPEACE: A NAPOLI-ARSENAL STRISCIONE PER SALVARE L’ARTICO E CHIEDERE GIUSTIZIA PER CRISTIAN

NAPOLI, 12.12.13 – Ieri sera, durante la partita Napoli-Arsenal allo stadio San Paolo di Napoli, Greenpeace ha chiesto a Gazprom – sponsor principale della Champions League – di abbandonare i piani di trivellazione nell’Artico.

Davanti a migliaia di tifosi, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto dal tetto dello stadio un primo striscione con il messaggio “Giustizia per Cristian”, mentre al di fuori dello stadio – di fronte all’ingresso – altri attivisti ne hanno aperto un altro con scritto “Gazprom quit the Arctic” (Gazprom abbandona l’Artico). Greenpeace ha chiesto così il proscioglimento di Cristian D’Alessandro e degli altri Arctic30, tuttora accusati di vandalismo (un reato che prevede fino a 7 anni di carcere) per aver dimostrato pacificamente in acque internazionali contro i pericolosi piani di Gazprom di trivellare nell’Artico.

“Non possiamo permettere che comincino le trivellazioni nell’Artico, ormai manca poco e bisogna continuare a chiedere con determinazione a Gazprom e alle altre compagnie petrolifere di interrompere i loro piani folli. Per questo eravamo lì con l’Arctic Sunrise, per dimostrare pacificamente contro i rischi di un disastro ambientale di enormi proporzioni, per questo continuiamo a chiedere che si fermino” commenta Cristian D’Alessandro, da San Pietroburgo.

Gazprom è la prima compagnia nella storia pronta a cominciare le operazioni di estrazione in Artico. La piattaforma Prirazlomnaya, con la quale vuole intraprendere questa folle corsa all’oro nero, è obsoleta, arrugginita, e totalmente incapace di operare in condizioni di sicurezza.

“Gazprom sta mettendo in serio pericolo il fragile ecosistema polare e tutti noi. Il rischio di un disastro petrolifero nell’Artico è elevato e non esiste un adeguato piano di emergenza. L’azienda non ha nessuna esperienza di trivellazioni offshore e sta chiaramente giocando alla roulette russa. La domanda non è se ci sarà un disastro petrolifero, ma quando questo avverrà” afferma Cristiana De Lia, responsabile della campagna Save the Arctic di Greenpeace.

Non c’è alcun luogo al mondo dove i cambiamenti climatici siano più visibili che nell’Artico: oltre il 75 per cento del volume del ghiaccio è svanito negli ultimi 30 anni. Eppure Gazprom, e altre aziende come la Shell, hanno piani per trivellare a queste estreme latitudini.

“È assurdo che le compagnie petrolifere responsabili per i catastrofici cambiamenti climatici causati dal petrolio e altri combustibili fossili siano pronte a trasformare il disastro ambientale dello scioglimento dell’Arctico in un’opportunità per fare soldi” conclude De Lia.

Questa protesta è parte della campagna internazionale di Greenpeace per istituire un Santuario globale nell’Artico per proteggerlo da ogni tipo di sfruttamento industriale. L’azione è la terza di una serie di proteste contro i piani di trivellazione di Gazprom nell’Artico, iniziate lunedì durante la conferenza stampa del Real Madrid e proseguite oggi durante la partita Galatasaray-Juventus, quando i tifosi turchi hanno aiutato gli attivisti di Greenpeace ad aprire un gigantesco banner di 200 metri quadri con il messaggio “Kick Gazprom out of the Arctic”

Cecilia Preite Martinez
Gabriele Salari
Cristiana De Lia, responsabile campagna Save the Arctic