ACQUE REFLUE O SALINE DIVENTANO POTABILI CON L’USO DI NANOTECNOLOGIE

 

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L’Unità di Catania dell’Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm) del Cnr coordina il progetto ‘Water’ (Winning applications of nanotechnology for resolutive hydropurification), finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del VII Programma quadro con quattro milioni di euro. Il progetto risponde al crescente bisogno di individuare soluzioni innovative e a basso costo per garantire l’accesso all’acqua pulita, sfruttando le potenzialità delle nanotecnologie. Missione ultima, creare un centro di eccellenza europeo per la ricerca di base e applicata sul tema.

“Tramite nanotecnologie si possono migliorare la qualità sia dell’acqua marina, attraverso la filtrazione delle acque reflue che si riversano in mare, sia di quella potabile, fornendo un importante contributo in una regione come la Sicilia che soffre di cronica scarsità d’acqua”, afferma il coordinatore del progetto, Vittorio Privitera dell’Imm-Cnr. “Se sviluppate su larga scala industriale, poi, tali sistemi potranno sostenere sul lungo termine una fetta significativa dell’economia della Sicilia ionica”.

I materiali nanostrutturati, come ossidi metallici, nanotubi di carbonio e grafene, possono intervenire nella filtrazione dell’acqua in due modi: costituendo una membrana con aperture più piccole delle dimensioni di batteri e virus, e impedendone fisicamente il passaggio; oppure dando luogo a particolari processi chimico-fisici che inducono la morte dei batteri o provocano l’abbattimento di sostanze organiche e particelle tossiche.

A testimoniare la qualità dell’area di ricerca catanese, ‘Water’, che avrà durata triennale, si è classificato nono su oltre 200 progetti sulle nanotecnologie, ed è stato l’unico, tra i primi 21 ammessi a finanziamento, ad avere un capofila italiano.

“Come primo step abbiamo in programma l’acquisto di nuove attrezzature e l’assunzione di tre giovani ricercatori. Inoltre, sono state pianificate iniziative volte ad accrescere le professionalità locali, a rafforzare l’impatto economico e sociale del Cnr sul territorio e ad attuare un’azione di integrazione e visibilità a livello europeo del gruppo proponente. Il nostro obiettivo è attuare una forte sinergia tra strutture di ricerca, enti locali e tessuto economico produttivo”, continua Privitera.

Il progetto si avvale del supporto di partners scientifici quali le Università di Oslo (Centro per la scienza dei materiali e la nanotecnologia) e Sheffield (gruppo ‘Pennine Water’), il Cnrs francese (Centro di elaborazione dei materiali e degli studi strutturali), il Csic spagnolo (Istituto Pireneo di ecologia), l’Istituto di ricerca per le tecnologie sull’acqua e le acque reflue di Berlino e l’Università di Catania. A questi si aggiungono come partners industriali Atlas Filtri e New Ecotecnica Sud, mentre il Comune di Aci Castello e l’area marina protetta delle Isole dei Ciclopi come partner locali.

Fonte: Giuliana Impellizzeri, Imm-cnr