COME SI FORMANO LE BOMBE D’ACQUA

“BOMBE D’ACQUA” SULLE MARCHE

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Negli ultimi giorni di quest’ultima settimana appena trascorsa l’insistenza della pioggia, definita in alcune zone ” monsonica”, alla fine, sul nostro fragile territorio, ha prodotto danni a cose e persone. Al momento le vittime accertate sono 2. In particolare vere e proprie bombe di acqua si sono abbattute su Ancona e su Senigallia, facendo straripare corsi d’acqua e allagando paesi e campagne. Valanghe di fango hanno reso difficilissima la circolazione veicolare su molte strade. Il fiume Misa nella sua travolgente piena ha ucciso un uomo e bloccato cento persone tra studenti e docenti nei piani alti dell’istituto scolastico cittadino “Corinaldesi”. Era prevista questa situazione meteo? In effetti la protezione civile aveva allertato molte città in provincia di Ancona, tuttavia non ci si aspettava una così violenta reazione meteo che ha preso tutti alla sprovvista.

 “Bomba d’acqua”: è certamente la dicitura meteo – ambientale del momento, sentiamo ormai parlare tutti i giorni di minacce belliche da parte delle condizioni meteo, forse qualche volta anche un po’ a sproposito, ma vediamo a cosa si riferiscono (soprattutto) i giornalisti quando nominano questa nuova “arma non convenzionale”.

Il fenomeno in realtà è sempre esistito ed è da tempo stato battezzato, tecnicamente per alcuni scienziati si chiama “flash flood” (alluvione lampo), per altri “cloudburst” (esplosione della nuvola), fatto sta che la dicitura tutta italiana, è esclusiva trovata ad effetto per descrivere degli eventi naturali che comunque negli ultimi anni hanno provocato parecchie vittime.

Le bombe d’acqua non sono altro che un ingente rovescio di acqua (superiore ai 30 mm l’ora) in un tempo relativamente breve su un territorio altrettanto limitato, spesso accompagnato da molti fulmini e talvolta anche da grandine.