LE QUESTIONI DA AFFRONTARE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO LOCALE E UMANITARIO.

Protezione civile: conclusa riunione Direttori Generali europei ad Atene

«Sono due i temi, in materia di protezione civile, che verranno  posti al vertice della discussione europea.

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Nel corso del semestre di presidenza italiano che inizierà il 1° luglio: la capacità degli Stati di gestire i rischi che caratterizzano i propri territori e la possibile collaborazione del sistema di protezione civile nell’ambito di emergenze umanitarie, come quella siriana».

È stato il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, a tracciare il percorso dei prossimi sei mesi di lavoro a livello europeo nel corso della 32esima riunione dei Direttori Generali di protezione civile dell’Unione Europea, dell’Area economica europea e di Paesi candidati, riuniti  ad Atene sotto la presidenza greca.

In particolare, il capitolo della prevenzione dei rischi è stato recentemente introdotto nell’ambito normativo del Meccanismo europeo di protezione civile con un peso significativo e con l’ambizioso obiettivo di aumentare la resilienza complessiva dell’Unione: entro la fine di quest’anno, infatti, la Commissione – lavorando in stretto raccordo con gli Stati membri – dovrà definire delle linee guida indicanti contenuti, metodologia e struttura per i piani di gestione dei rischi di cui, entro il 2015, tutti i Paesi dovranno dotarsi.

«Accanto a questo fondamentale argomento – ha proseguito il Prefetto Gabrielli – l’Italia si farà promotrice, inoltre, di un tavolo di lavoro innovativo tra gli Stati membri, caratterizzato da proposte concrete sul ruolo che il sistema di protezione civile può svolgere in caso di emergenze umanitarie, su come implementare l’uso delle risorse al fine di rendere la gestione delle situazioni di crisi sempre più efficiente, partendo ovviamente dall’esperienza maturata sul campo negli anni».

Insieme al nuovo regolamento sull’utilizzo del Fondo di Solidarietà, cuore della discussione odierna è stato il tema degli impatti sui trasporti comunitari di una eventuale eruzione vulcanica, argomento sul quale il Dipartimento – grazie al contributo del Direttore dell’Ufficio Rischio sismico e Vulcanico, Mauro Rosi – ha sia fornito una visione complessiva della problematica sia posto sul tavolo le esperienze concrete derivanti dalla più recente crisi dell’Etna.

Prevenzione e coordinamento tra le risorse dei diversi Paesi europei sono stati argomenti centrali anche nel semestre greco che si sta concludendo proprio con una esercitazione internazionale,  Prometheus 2014, volta a testare l’efficacia di intervento di alcuni moduli multinazionali: alle porte di Atene, infatti, sono in corso attività congiunte tra squadre di protezione civile provenienti da Grecia, Italia, Croazia, Cipro e Lituania, chiamate a intervenire in una simulata situazione di emergenza a causa di devastanti incendi boschivi.

Il Prefetto Gabrielli, insieme a Kelly Saini, responsabile della Protezione Civile greca, e a tutti gli altri Direttori Generali presenti alla riunione, visiterà nel pomeriggio le aree dello scenario operativo nel quale, dopo il contingente greco, la delegazione italiana è la più cospicua: su circa 800 unità, sono 76 gli uomini e le donne italiani – volontari della colonna mobile della Regione Liguria, personale del Dipartimento della Protezione civile, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e della società Inaer – che, sbarcati ieri ad Atene, stanno intervenendo nelle zone dell’esercitazione con 21 mezzi di terra e 2 Canadair.