Scienza della complessità: IL PREMIO LAGRANGE , a studio di “intersezione tra la fisica computazionale e le scienze sociali”.

 Mark Newman è il vincitore del Premio Lagrange Fondazione CRT 2014.

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La scelta della giuria del primo e più importante riconoscimento internazionale nel settore della Scienza della Complessità, istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e coordinato dalla Fondazione ISI – Istituto per l’Interscambio Scientifico, è ricaduta sul ricercatore della University of Michigan, con le seguenti motivazioni:

“Il Premio Lagrange Fondazione CRT viene conferito al professor Mark Newman per lo straordinario lavoro svolto all’intersezione tra la fisica computazionale e le scienze sociali, lavoro che ha permesso una maggiore comprensione dei sistemi complessi. Mark Newman è soprattutto noto per la sua ricerca sui sistemi complessi ed in particolare sugli schemi di collaborazione tra scienziati, la teoria dei grafi aleatori, l’incrocio assortativo, la struttura di comunità e la teoria della percolazione, È stato anche co-inventore di un nuovo metodo di generazione dei cartogrammi. Mark Newman è figura di eccellenza e riferimento nello studio delle reti complesse: nessun altro come lui è riuscito a comprendere e formalizzare anche matematicamente l’importanza delle comunità e i moduli nella struttura delle reti sociali, tecnologiche e biologiche. Mark Newman è scienziato e studioso di eccellenza ed anche docente di punta per la diffusione della scienza grazie alla pubblicazione di 6 libri di testo ed oltre 130 articoli scientifici”.

Nato in Gran Bretagna, formatosi alla Oxford University (PhD) e alla Cornell University (post-doctoral), Mark Newman ha lavorato presso il Santa Fe Institute, struttura del New Mexico specializzata nello studio dei sistemi complessi, prima di trasferirsi (nel 2002) alla University of Michigan, dove è attualmente Dirac Professor presso il Dipartimento di Fisica e Professore del Center for the Study of Complex Systems. Tra le sue pubblicazioni, Networks: An Introduction (Oxford University Press, 2010) raccoglie studi scientifici sulle diverse tipologie di reti e su Internet, mentre The Atlas of the Real World: Mapping The Way We Live (Thames & Hudson, 2010) svela in 366 cartogrammi le strutture numeriche, statistiche e algoritmiche della società e della vita quotidiana (legato alle mappe del sito www.worldmapper.org e realizzato assieme a Daniel Dorling e Anna Barford, il libro è pubblicato in Italia da Zanichelli con il titolo Atlante del mondo globale).

Mark Newman riceverà il premio giovedì 19 giugno 2014 alle 17.30, nell’ambito della cerimonia organizzata al Teatro Vittoria di Torino (via Antonio Gramsci 4). Dopo il saluto di Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT, lo scienziato britannico converserà sul tema Un nuovo Rinascimento con Vittoria Colizza e Daniela Paolotti, Leader di Ricerca della Fondazione ISI, e Filippo Menczer, Fellow della Fondazione ISI e Direttore del Centro di Ricerca su Reti e Sistemi Complessi dell’Indiana University. Coordina gli interventi il giornalista Gabriele Beccaria, responsabile di La Stampa – Tuttoscienze. Le conclusioni della serata sono affidate a Mario Rasetti, Presidente della Fondazione ISI.

Istituito nel 2008, il Premio Lagrange conferma anche nel verdetto del 2014 il suo approccio interdisciplinare, nonché lo sguardo rivolto all’intera mappa della ricerca internazionale, con la propensione a individuare e premiare scienziati provenienti da diversi paesi. In passato, il riconoscimento è stato assegnato al matematico russo Yakov Grigorievich Sinai e all’economista britannico William Brian Arthur (2008), al fisico italiano Giorgio Parisi (2009), al bioingegnere americano James J. Collins (2010), al fisico ungherese Albert László Barabási (2011), alla studiosa americana di reti sociali Lada Adamic e all’economista francese Xavier Gabaix (2012), al ricercatore australiano specializzato in small-world networks Duncan J. Watts (2013).

Ispirato alla figura del grande scienziato e matematico Joseph-Louis Lagrange, che nacque a Torino nel 1736, il Premio svolge anche un ruolo decisivo nel consolidare il capoluogo piemontese come punto di riferimento e di eccellenza assoluta nell’ambito della ricerca e dello studio dei Sistemi Complessi. Uno status rafforzato dall’identità sempre più internazionale dell’istituto coordinatore del Premio, la Fondazione ISI di Torino, già protagonista di decine di progetti scientifici europei e la cui annunciata nuova sede di New York sarà base concreta per lo sviluppo di nuove sfide, orizzonti e iniziative in stretto rapporto con il mondo accademico e industriale americano.

“Lo studio delle reti e dei sistemi complessi è diventato negli ultimi anni lo strumento per eccellenza di analisi e controllo di quell’aggregato ormai inestricabile di tecnologie e di uomini che è la società digitale”, spiega il professor Mario Rasetti, Presidente della Fondazione ISI. “La Scienza della Complessità oggi mira proprio a decifrare il grandioso sistema di relazioni intrecciate, nascoste in un immenso numero di dati codificati, che connettono il sistema che va dal singolo alla società globale, al sempre più pervasivo substrato tecnologico”

Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT, dichiara: “Con la Fondazione ISI, istituto scientifico di standing internazionale di cui la Fondazione CRT è fondatore, condividiamo l’importanza dell’internazionalizzazione e della circolazione delle best practice, elementi alla base anche del Premio Lagrange Fondazione CRT. Per questo, pur mantenendo le nostre radici ancorate a Torino, ci siamo affiancati in una nuova sfida oltreoceano: la recente costituzione a New York di un ente no profit che sostenga lo sviluppo, lo scambio e la diffusione di conoscenze scientifiche, anche attraverso partenariati con soggetti operanti nell’ambito della ricerca scientifica e l’utilizzo dei più moderni strumenti di fundraising, come il crowdfunding”.

Da dieci anni la Fondazione CRT sostiene attivamente la ricerca sui sistemi complessi attraverso il progetto Lagrange, coordinato scientificamente dalla Fondazione ISI, sul quale ha investito oltre 36 milioni di euro. Dal 2003 a oggi, il Progetto Lagrange ha finanziato oltre 170 borse di dottorato e assegnato 371 borse di ricerca applicata, sostenendo centinaia di dottorandi e giovani ricercatori nelle università e nelle imprese; un’attività di disseminazione che ha contribuito a far diventare la cultura della complessità un asse portante della ricerca e della scienza del territorio.

 fonte: ISI
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