” Chioggia e la pesca fantasma”

ISPRA: UN VIDEO MOSTRA IL MONITORAGGIO E LA RIMOZIONE DEI RIFIUTI MARINI NELLE ROCCE DI CHIOGGIA

PES05

E’ disponibile, al seguente link, https://www.youtube.com/watch?v=5w5UAm_Vd6w,  un documentario realizzato dall’ISPRA sul progetto di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico DEFISHGEAR, in collaborazione con la squadra sommozzatori della Polizia di Stato di Venezia, alcuni volontari dell’associazione “Tegnùe di Chioggia ONLUS”, e ricercatori del Laguna Project (nell’ambito del progetto europeo Life Ghost) e dell’ISMAR-CNR di Bologna ha realizzato, a bordo della nave oceanografica Astrea.

 Si tratta di una campagna per monitorare e rimuovere i rifiuti marini nell’area nota come le “Tegnùe di Chioggia”, formazioni rocciose sommerse a profondità tra 15 e 40 m., che si estendono lungo un’ampia fascia costiera dell’Alto Adriatico (costa occidentale) e che ospitano molte specie animali e vegetali tipiche dei fondi duri e che i pescatori locali hanno sempre chiamato così per la loro capacità di trattenere e rompere le reti. Per l’alto valore ecologico e la grande biodiversità che ospitano, le Tegnùe di Chioggia sono Zona di Tutela Biologica (ZTB) e Sito di Interesse Comunitario (SIC).

 Dal monitoraggio è emerso come i rifiuti marini che interessano l’area, siano principalmente costituiti da reti da pesca e lunghi cavi, e come la loro distribuzione sia drammaticamente ampia, coprendo vaste superfici del fondale. Nel corso della campagna sono stati inoltre recuperati dai sommozzatori della Polizia e dai volontari dell’associazione “Tegnùe di Chioggia ONLUS” tre reti e due attrezzi da pesca a strascico, chiamati “rapido”. Reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi in mare possono infatti causare notevoli danni all’ecosistema e alla fauna marina (continuando ad esempio a catturare pesci e dando quindi origine alla cosiddetta pesca fantasma), oltre che rappresentare un pericolo per i sub che quotidianamente visitano le Tegnùe di Chioggia.

 La campagna è una delle attività previste nell’ambito del progetto DEFISHGEAR, iniziato il 1 novembre 2013 e che finirà nel 2016, che coinvolge – oltre l’ISPRA – altri 15 partner appartenenti a tutti i Paesi che si affacciano sull’Adriatico (Albania, Bosnia e Herzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia).