Scoperta nuova tecnologia di spettroscopia

GRAZIE ALLA SPETTROSCOPIA SARA’ POSSIBILE RESTITUIRE I COLORI ORIGINALI AI DIPINTI
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Grazie alla scoperta di una nuovissima tecnologia, ora è possibile far rivivere i colori originali dei dipinti di Renoir e Van Gogh sbiaditi dal tempo e scoprire, addirittura, che Picasso utilizzò semplice vernice da cantiere per alcuni suoi capolavori. Per la prima volta opere del calibro di Jean Renoir, Winslow Homer o Mary Cassatt sono state analizzate a livello molecolare attraverso la tecnica di spettroscopia che amplifica la superficie di una tela.

“Questo approccio apre una nuova dimensione per analizzare i quadri, determinare la loro composizione e ottenere moltissime informazioni sulle loro origini e le tecniche usate dall’artista”, ha dichiarato Richard Van Dune, chimico presso la Northwestern University di Chicago nel corso della conferenza annuale della Società Americana per il progresso della Scienza (AAAS). “Questa tecnologia può anche contribuire a restaurare i dipinti capendo il meccanismo di sbiadimento del colore”, ha detto ai giornalisti riuniti per la conferenza di Chicago.  La tecnologia dei raggi X e la microscopia applicata alle nanotecnologie possono far scoprire, per esempio, i materiali utilizzati dagli artisti. Come nel caso di Picasso, che usò della semplice vernice edile per alcuni suoi più noti capolavori.  La MNT coinvolgerebbe principi della fisica dimostrati dalla chimica, altre nanotecnologie e macchine molecolari della vita insieme ai principi di ingegneria dei sistemi trovati nelle attuali fabbriche che operano su macroscala.

 Mentre la chimica convenzionale utilizza processi imprecisi condotti verso un certo equilibrio per ottenere risultati inesatti e la biologia sfrutta processi inesatti per ottenere risultati definitivi, la nanotecnologia molecolare potrebbe impiegare processi originari definitivi per ottenere risultati definitivi. Il desiderio nel campo delle nanotecnologie molecolari sarebbe quello di equilibrare le reazioni molecolari in posizioni e orientamenti posizionalmente controllati per ottenere le reazioni chimiche desiderate, e dunque per costruire sistemi tramite l’ulteriore assemblaggio di prodotti scaturiti da queste reazioni.

Formulare una roadmap per lo sviluppo della MNT è ormai un obiettivo di un progetto tecnologico più esteso condotto da Battelle (il manager di diversi laboratori nazionali degli Stati Uniti) e dal Foresight Institute. Il piano d’azione era originariamente programmato per il completamento entro la fine del 2006, poi all’inizio del 2007 e, più recentemente, si è stabilito di presentatarlo nell’ottobre del 2007. La Nanofactory Collaboration è uno sforzo in corso più mirato che coinvolge 23 ricercatori di 10 organizzazioni e 4 paesi che sta sviluppando un concreto programma di ricerca specificamente mirato alla meccanosintesi del diamante posizionalmente controllata e allo sviluppo di una nanoindustria di diamontoidi. Nel mese di agosto del 2005 è stata organizzata dal Centro per una Nanotecnologia Responsabile una task force composta da più di 50 esperti internazionali, provenienti da diversi settori, per studiare le implicazioni sociali dovute alla nanotecnologia molecolare. Ray Kurzweil predice che la MNT esisterà, pienamente funzionale, nel 2025.