COME INTERVENIRE CONTRO LA XYLELLA FASTIDIOSA ?

XYLELLA, MIPAAF: LE AZIONI DEL PIANO DI INTERVENTO

 

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I rimedi sono solo ferro (sotto forma di motosega), fuoco, insetticidi. Gli ulivi  della provincia di Lecce stanno velocemente seccando – finora colpiti circa 8.000 ettari – a causa delle interazioni fra il  batterio, alcuni funghi microscopici e diversi insetti. Ha visitato gli uliveti leccesi Rodrigo Almeida, docente dell’Università di Berkeley e ritenuto uno dei massimi esperti mondiali della Xylella fastidiosa, il batterio trovato sulle piante malate. Resta comunque  stucchevole sia per  la rapidità con cui il male si propaga sia per i sintomi.

Il  Ministero  delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta ieri presso la sede del Mipaaf la riunione del Comitato Fitosanitario nazionale, convocata per affrontare l’emergenza dell’organismo nocivo Xylella fastidiosa che ha colpito la Provincia di Lecce, secondo le intese del tavolo di emergenza riunitosi  27 agosto 2014.

 Alla riunione hanno partecipato anche i membri del Comitato tecnico-scientifico, istituito dal Ministro Martina a supporto del Servizio fitosanitario nazionale, composto dai  maggiori esperti della materia, nazionali e internazionali.

 La riunione ha preso in esame gli adempimenti conseguenti alla Decisione della Commissione europea del 23 luglio scorso, che chiedeva  di identificare le “zone infette” e le zone circostanti denominate “zone cuscinetto”. A tale riguardo, il Comitato ha preso atto che, sulla base degli ultimi rilevamenti, la Regione Puglia ha indicato:

 a)        la gran parte della Provincia di Lecce come “zona infetta”;

b)        per quanto riguarda la zona cuscinetto, la Regione ha proposto una fascia di protezione dallo Ionio all’Adriatico articolata in una profondità di 2 km nella area indenne e di 1 km nella area infetta.

Nelle zone così identificate, si effettueranno adeguate misure fitosanitarie individuate dal Comitato che formeranno oggetto del decreto di lotta obbligatoria che sarà sottoposto alla Conferenza Stato Regioni per il previsto parere.

Il piano di interventi da attuare è così articolato:

a)        avvio immediato del monitoraggio “a tappeto” ai margini settentrionali della zona infetta (analisi di tutte le piante che abbiano manifestato sintomi di infezione)  per definirne con precisione i confini e la conseguente delimitazione della zona cuscinetto (2 km + 1) entro il prossimo 24 ottobre;

b)        interventi nella intera zona cuscinetto (10.000 ettari + 5.000 ettari) consistenti in un monitoraggio costante a maglie strette, trattamenti con fitofarmaci autorizzati ed interventi agronomici contro gli insetti vettori, eliminazione delle piante ospiti erbacee e non produttive (oleandro, vinca, acacia, ecc.) ed estirpazione di eventuali piante infette;

c)         potenziamento controlli sull’eventuale presenza dell’infezione nei vivai della zona infetta e rigoroso controllo della movimentazione dei prodotti “a rischio” identificati, nel rispetto della Decisione europea;

d)        piano di controlli in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi, soprattutto per quanto concerne la movimentazione del materiale “a rischio”.

e)        allargamento all’intero territorio nazionale del programma di indagini mirate;

f)         idonea campagna di comunicazione ed informazione.

Si è infine deciso di aprire una nuova fase di confronto con la Commissione europea per integrare le misure fitosanitarie sopraindicate  nel contesto della richiamata Decisione del 23 luglio e quindi aggiornare ed attivare concretamente il Piano d’azione nazionale già presentato alla Commissione Ue.